Positano non si visita, si scende. Dalla statale in alto il paese ti si apre davanti come una cascata di case rosa, ocra e bianche che precipita verso l’acqua, e per capire cosa vedere nel centro di Positano devi lasciarti scivolare dentro questa discesa, un vicolo e una scalinata alla volta.
Il cuore del borgo è piccolo e interamente pedonale, ma concentra quasi tutto ciò per cui questo angolo di Costiera è famoso: la Chiesa di Santa Maria Assunta con la sua cupola maiolicata, la villa romana sepolta sotto di essa e oggi visitabile al MAR, la Spiaggia Grande dove attraccano i battelli, la Via dei Mulini che sale dalla piazza omonima tra boutique e botteghe, il sentiero a mezza costa della Via Positanesi d’America che porta alla più quieta spiaggia del Fornillo, la Torre Trasita a picco sull’acqua e il settecentesco Palazzo Murat.
Ti accompagno tappa per tappa, nell’ordine in cui secondo me vale davvero la pena vederle.
La Chiesa di Santa Maria Assunta
Se c’è un’immagine che finisce su ogni cartolina di Positano è la sua cupola: un mosaico di maioliche gialle, verdi e azzurre che sembra rubare i colori al mare che ha sotto. La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova esattamente al centro del paese, in piazza Flavio Gioia, a pochi passi dalla Spiaggia Grande, e la raggiungi solo camminando.
Fu fondata dai monaci benedettini attorno al X secolo, forse su un insediamento ancora più antico, e all’interno custodisce il vero tesoro dei positanesi: un’icona bizantina della Madonna col Bambino, la Madonna Nera, legata alla leggenda che spiega perfino il nome della città.
Si racconta che una nave che la trasportava fu sorpresa da una tempesta al largo, e che solo quando i marinai udirono una voce ripetere “posa, posa” e riportarono l’icona a terra il mare si placò. Da quel “posa” nascerebbe Positano. Entra anche se non sei credente: l’interno bianco e oro, gli archi con i cherubini e la penombra fresca sono il contrappunto perfetto alla luce accecante di fuori.
Il MAR – Museo Archeologico Romano
Sotto quella stessa chiesa dorme la sorpresa più inattesa del centro. Quando scendi i gradini del MAR ti ritrovi a camminare su una passerella di vetro sospesa sopra i resti di una villa romana di duemila anni fa, sepolta dai lapilli dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la stessa che cancellò Pompei ed Ercolano, e che raggiunse Positano pur trovandosi a una ventina di chilometri in linea d’aria.
Era una villa marittima, una di quelle residenze di lusso che le famiglie senatorie romane costruivano affacciate sul mare per il loro otium, cugina di quelle di Minori e di Capri.
Il pezzo forte è il triclinium, la sala da pranzo, con pareti affrescate dai colori ancora vividi e un mosaico pavimentale che resiste da venti secoli. Il percorso, aperto al pubblico nel 2017, ti porta poi nella cripta medievale e in una piccola sezione con i reperti e le fasi di scavo. È l’attrazione che quasi tutti si perdono perché non sanno che esiste, e proprio per questo quella che ti consiglio di non saltare.
La Spiaggia Grande
La Spiaggia Grande è il salotto di Positano, il punto dove il paese incontra il mare e dove sbarchi se arrivi via acqua. Sono circa trecento metri di ciottoli scuri di origine vulcanica, con alle spalle la cascata di case colorate che tutti fotografano e, di fronte, l’arcipelago de Li Galli sull’orizzonte.
Buona parte dell’arenile è occupata dagli stabilimenti, ma resta una zona a libero accesso, e da oltre vent’anni la spiaggia porta la Bandiera Blu per la qualità dell’acqua. Il molo da cui partono i battelli per Amalfi, Capri e le altre calette è intitolato a Léonide Massine, il ballerino e coreografo russo che un tempo possedeva proprio Li Galli.
È il posto giusto per un bagno veloce e per capire la geografia del borgo prima di risalire tra i vicoli, ma non aspettarti solitudine: qui, in piena estate, il tuo asciugamano lo contendi al mondo intero.
Via dei Mulini e la Piazza dei Mulini
Dalla spiaggia risali verso l’interno e ti infili nella Via dei Mulini, la spina dorsale pedonale del centro, quella che i positanesi chiamano la strada degli artisti. È un corridoio di scalinate e vetrine dove gli abiti di lino e cotone svolazzano appesi fuori dalle botteghe: qui è nata la Moda Positano, i vestiti leggeri da mare e soprattutto i sandali fatti a mano, tagliati e cuciti su misura mentre aspetti.
Tra un negozio e l’altro trovi ceramiche dipinte, profumi e limoncello artigianale, e caffè all’ombra di pergolati di limoni. La via sfocia nella Piazza dei Mulini, il crocevia commerciale del paese, e lungo il percorso costeggia Palazzo Murat. Anche se non hai intenzione di comprare nulla, è la passeggiata che ti fa sentire dentro Positano più di qualsiasi monumento.
Via Positanesi d’America
Quando la folla della Spiaggia Grande ti stanca, cerca l’imbocco di un sentiero pedonale che parte accanto all’albergo Covo dei Saraceni e taglia a mezza costa lungo la scogliera.
È la Via Positanesi d’America, intitolata agli emigranti che da qui partirono per l’altra sponda dell’Atlantico, e resta uno dei pochi angoli del centro dove trovi silenzio. In pochi minuti a piedi colleghi la Spiaggia Grande a quella del Fornillo, camminando sospeso sull’acqua con la roccia da un lato e il blu dall’altro, passando proprio sotto la Torre Trasita, una delle più caratteristiche torri saracene di Positano.
È corto, è comodo, ed è forse il punto di vista più bello sul paese che ti lasci alle spalle: te lo consiglio a fine giornata, con la luce che scalda le case.
La spiaggia del Fornillo
Al termine di quel sentiero ti aspetta il Fornillo, la spiaggia dei positanesi che vogliono starsene tranquilli. È tra le più estese del comune ma anche tra le più quiete, incassata tra la Torre Trasita e la Torre di Fornillo, con la stessa acqua limpida della Spiaggia Grande ma una frazione della sua confusione.
Ci sono qualche stabilimento e un paio di chioschi, però l’atmosfera è più raccolta, quasi di quartiere. Se cerchi il mare senza la ressa da cartolina, e non ti spaventa una breve camminata per arrivarci, questa è la spiaggia da centrare nel centro di Positano.
La Torre Trasita
L’hai già vista dal sentiero, ma la Torre Trasita merita uno sguardo suo. È una delle torri di avvistamento cinquecentesche costruite lungo la costa per dare l’allarme contro le incursioni saracene, e sta piantata su uno sperone a picco sul mare, esattamente tra le due spiagge del centro.
Oggi è una residenza privata e non si visita all’interno, ma la sua sagoma è tra le più fotografate di Positano: la incornici perfettamente dalla Via Positanesi d’America o dalla barca. Fa parte di un sistema di torri — Trasita, Fornillo, Sponda e le altre — che punteggiano la costa e raccontano, senza bisogno di un cartello, di quando questo mare era tutt’altro che rilassante.
Il Palazzo Murat
Tornato nel cuore del paese, a due passi dalla Piazza dei Mulini, ti imbatti in Palazzo Murat, un elegante edificio del Settecento che fu la residenza estiva di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone.
Oggi è un albergo, ma il suo cortile-giardino, con la vegetazione mediterranea che si arrampica sulle pareti chiare, è visitabile e vale la breve deviazione: è un’oasi d’ombra e di quiete a pochi metri dal viavai delle boutique. Ti dà, in pochi metri quadrati, l’idea di che tipo di ospiti abbia attirato Positano molto prima che diventasse la meta di jet set e influencer che è oggi.