panorama di positano a strapiombo sul mare

Cosa vedere a Positano in poche ore

Positano è, nel novero delle numerose località della Costiera Amalfitana, di sicuro una delle più esclusive, capace di lasciare sbalordito chiunque abbia la fortuna di visitarla.

Dal crinale del monte si dipanano le strade intricate che poi scendono verso la spiaggia, per un continuo susseguirsi di ristoranti, di location artistiche, di botteghe artigianali e di negozi di ogni genere.

E lo spettacolo, ovviamente, prosegue di fronte alla spiaggia, con le numerose imbarcazioni ormeggiate a breve distanza dalla sabbia.

Con le luci del tramonto, poi, i colori delle abitazioni sono ancora più affascinanti.

torre di fornillo positano
@Fabio_fusco_positano / Instagram

La strada più romantica di tutta Positano può essere individuata senza alcun dubbio in via Positanesi d’America, che è stata intitolata a tutti gli abitanti del posto che in passato sono andati in cerca di fortuna negli Stati Uniti emigrando.

È conosciuta anche con il nome di Sentiero degli Innamorati, a dimostrazione di quanto sia piacevole e affascinante questo percorso.

Si tratta della passeggiata che porta dalla spiaggia del Fornillo alla spiaggia Grande, sulla quale si affacciano numerose torri saracene come, per esempio, la torre di Fornillo, la torre di Trasita e la torre di Sponda.

Queste torri furono costruite intorno alla metà del Cinquecento, allo scopo di proteggere il territorio rispetto alle incursioni compiute dai pirati saraceni.

Torri Saracene

torri saracene costiera amalfitana
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Le torri saracene di Positano si presentano come strutture di dimensioni contenute, collocate in una posizione strategica, grazie a cui era possibile notare da lontano gli invasori in avvicinamento.

La loro edificazione fu voluta da Pietro da Toledo, il viceré spagnolo, proprio per tenere sotto controllo gli arrivi dei nemici dal Tirreno. Si trattava, insomma, di vere e proprie torri di allarme e di avvistamento.

Il segnale proveniva dalla torre di Punta Campanella, che era la prima struttura di avvistamento. Dopo che il segnale di allarme era stato ricevuto, la popolazione scappava in cerca di riparo sulle alture della città, in modo da non lasciare spazio ai nemici, e fu così che videro la luce le località di Nocelle e di Montepertuso.

Molte delle torri in questione attualmente sono delle strutture ricettive, essendo state convertite in ristoranti o alberghi come la famosa Torre Silja.

Torre Trasita

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Foto: torre_trasita / instagram
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Foto: torre_trasita / instagram
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Foto: torre_trasita / instagram
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Foto: torre_trasita / instagram
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Foto: torre_trasita / instagram
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Foto: torre_trasita / instagram

La Torre Trasita è una delle torri Saracene più memorabili. È stata costruita nella seconda metà del Cinquecento, mentre oggi è una struttura ricettiva dove, volendo, è possibile soggiornare e dormire.

Una volta smessi i panni di torre da avvistamento, infatti, nei primi anni del Novecento è stata trasformata dal marchese Giorgio Gozzi in abitazione.

Torre Trasita è collocata, del tutto a strapiombo sul mare e sugli scogli, lungo il Sentiero degli Innamorati, al di là della ringhiera di protezione.

È a tutti gli effetti una residenza storica, che può accogliere fino a un massimo di sei persone, ed è presente un solarium in cima che permette di godere di una vista panoramica davvero speciale su tutta la Costiera Amalfitana, oltre che sulla stessa Positano.

Torre Sponda

È la più antica delle torri di avvistamento sita nel territorio di Positano, oggi trasformata in un singolare appartamento con una splendida vista sul golfo di Salerno.

Le proprietarie del complesso turistico in cui Torre Sponda è inserita si sono premurate di preservarne le peculiarità che la caratterizzano, aggiungendo però quel tocco di modernità che la rende appetibile da tutti i punti di vista. È il posto ideale per passare giornate rilassanti, per vivere una vacanza all’insegna del mare e del sole, ma lontani dalle folle che si riversano  nelle spiagge della zona.

Torre Fornillo

Viene chiamata anche Torre di Clavel dal nome di uno dei tanti proprietari che si avvicendarono tra le sue mura. Gilbert Clavel la ristrutturò, e la trasformò nella dimora dei suoi sogni. Grazie a lui Positano divenne il luogo d’incontro di molti degli artisti del periodo che in Torre Fornillo trovarono l’ispirazione per entrare in contatto con la loro anima.

Venne costruita nel XVI secolo e assunse la funzione di difendere il territorio dagli attacchi dei pirati. Oggi, trasformata in una struttura ricettiva di lusso, è a disposizione dei turisti che sognano una vacanza davvero indimenticabile.

Circondata per buona parte del suo perimetro dall’acqua, può essere raggiunta a piedi dalla Spiaggia di Fornillo tramite una scalinata  che introduce ad un piccolo sentiero privato, oppure  via mare grazie ad un servizio di water-taxi.

Torre di Renzo (Arienzo)

Oggi quasi completamente sommersa dalle acque, i pochi resti della Torre di Renzo, affioranti dal mare, poco raccontano del suo periodo di massimo splendore. Eppure un tempo era a guardia della Spiaggia di Arienzo e del mulino in essa costruito, che si dice essere il mulino che preparava il pane all’imperatore Tiberio.

Fu acquistata insieme al mulino da Michail Nikolaevič Semënov. Ora tutta la zona, compreso il bosco nei dintorni che ha subito gravi danni dal taglio indiscriminato delle sue piante, è soggetta a vincolo in quanto riconosciuta come luogo di grande valore storico-culturale e ambientale.

Torre sull’arcipelago Li Galli

Delle tre torri che un tempo svettavano sulle isolette de Li Galli, solo una è rimasta in piedi, quella dell’Isola del Gallo Lungo, trasformata da Nureyev in una sala da ballo fiabesca. Le altre 2 invece, quella del Castelluccio, che troviamo nell’isoletta dei Briganti, e quella Li Galli che invece troviamo su La Rotonda, sono state inghiottite da intemperie, incuria e dalla mano del tempo. Troviamo pochissimi resti della loro esistenza, più che altro testimoniata da documenti del periodo che le nominano o le ritraggono.

I pini e la vegetazione

Anche nel corso di una gita di poche ore, è facile imbattersi per le strade di Positano nella bellezza e nella ricchezza della vegetazione locale.

Per esempio, i fichi d’India e i pini che decorano la passeggiata del Sentiero degli Innamorati, che si presenta come un percorso lastricato a strapiombo sul Tirreno.

Centro storico di Positano

weekend a positano

Sono davvero suggestivi e affascinanti i vicoli che caratterizzano il centro storico della città.

Percorsi che alternano discese e salite, con passaggi acciottolati molti ripidi intervallati da scalinate brevi.

Le strade sembrano come incastrate tra di loro, con negozi e atelier artistici che contribuiscono a dar vita a un paesaggio da cartolina.

Gli abiti sartoriali, per altro, sono una specialità del posto, come dimostrano le tante botteghe in cui sono in vendita indumenti su misura e realizzati a mano.

D’altro canto, Positano è sinonimo di moda sin dagli anni ’50 del secolo scorso, mentre nell’Ottocento era celebre grazie ai canovacci ricamati.

Non tutti sanno, inoltre, che questa è stata, nel 1959, la prima città del nostro Paese in cui è stato importato il bikini.

Cosa vedere a Positano in poche ore: i suoi vicoli caratteristici

Le botteghe del centro storico sono una vera attrattiva a cui è difficile resistere, ricche di oggetti realizzati in ceramica locale, spesso con il limone come tema dominante.

I colori delle vetrine trasmettono allegria, così come i lunghi viali verdi dall’aspetto esclusivo.

Dal centro storico, poi, si può notare la cupola imponente della Chiesa di Santa Maria Assunta, che un tempo era parte di un’abbazia benedettina risalente al X secolo e intitolata a Santa Maria.

Essa fu edificata quando si decise di trasferire in città l’icona della Madonna Nera, ora ospitata in un tempio sull’altare principale.

La composizione della chiesa è davvero originale, con il campanile del XVIII secolo separato dal resto dell’edificio da una scalinata che permette di raggiungere piazzetta Flavio Gioia.




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