Cosa vedere alla baia di Ieranto

La Baia di Ieranto, nel cuore della Costiera sorrentina, è un luogo incontaminato e bellissimo, meta esclusiva molto particolare, non facilmente accessibile e per questo lontana dalle più comuni destinazioni turistiche.

La Baia fa parte dell’area naturale di Nerano, e dalla fine degli anni ’80 è sito gestito dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Il suo nome viene dal greco ieros, che significa sacro; non è un caso, quindi, che a poca distanza dalla baia sorga il tempio dedicato alla dea Atena di Punta Campanella.

Terra dalla storia antica e dalle tradizioni millenarie, la baia di Ieranto è da sempre lo scenario perfetto per le migliori opere: proprio qui, infatti, Omero ambienta l’incontro tra Ulisse e le Sirene, che rallentano il suo viaggio di ritorno ad Itaca, nel poema l’Odissea e, sempre qui, ha scelto di vivere per un periodo lo scrittore britannico Norman Douglas che, ispirandosi a questa terra ha composto il celeberrimo La terra delle sirene.

Vi state chiedendo come arrivare alla Baia di Ieranto?

Ovviamente via mare, navigando nelle acque cristalline del mar Tirreno partendo da Nerano, ma c’è la possibilità di raggiungerla via terra, partendo sempre dal paese: qui potete lasciare la vostra auto nel comodo parcheggio e poi imboccare a piedi il sentiero che si snoda per circa 6 Km fino alla baia.

Si tratta di un percorso piuttosto impegnativo ma non proibitivo, assolutamente incantevole perché permette di godere della vista di innumerevoli bellezze: i Faraglioni di Capri, il profilo della Costiera Amalfitana, gli isolotti Li Galli.

Un consiglio? Inserite la visita alla baia di Ieranto in una giornata di escursioni in barca, che potrebbe includere una visita alla Cala di Mitigliano passando per Punta Campanella, oppure imbarcandovi direttamente da Positano: esperienze uniche per una vacanza indimenticabile!

Il punto di partenza del sentiero per arrivare alla Baia di Ieranto è la piazza del paese di Nerano.

Potete arrivarci comodamente con la vostra auto, che potete lasciare nel parcheggio del paese, oppure con uno degli autobus della linea Sita, in partenza frequentemente da Sorrento.

Il sentiero si snoda per circa 6 Km e la sua percorrenza è piuttosto lunga perché si tratta di un sentiero completamente naturale, composto per lo più da pietre calcaree, che vi farà godere di alcuni meravigliosi scorci panoramici, come per esempio Villa Rosa (la residenza scelta dallo scrittore Douglas per il suo soggiorno italiano) da cui si può ammirare in tutto il suo splendore il borgo del Cantone e la sua bellissima spiaggia bagnata dalle acque del golfo di Salerno.

Proseguendo nella discesa, la macchia mediterranea diventerà padrona della scena, e il sentiero si farà sempre più accidentato. Il panorama di cui potrete godere, però, vi ripagherà preso della fatica: ad un certo punto davanti ai vostri occhi si aprirà una vista panoramica da cui potrete ammirare Punta Penna da un lato, dall’altro Punta Campanella e davanti a voi l’isola di Capri con i suoi Faraglioni. Impagabile!

L’ultima parte del sentiero è costituita dalla così detta scala dei minatori: si tratta del percorso costruito dai minatori, arrivati qui all’inizio del secolo scorso, che veniva utilizzato per raggiungere più comodamente le cave site più in basso, sul livello del mare.

Il sentiero descritto non è adatto a chi ha problemi di deambulazione né ad essere affrontato con passeggini. Si consiglia di indossare scarpe adatte (evitare infradito e ciabatte) e di portare con sé una buona scorta di acqua.

Destinazione alternativa: la Torre di Montalto

baia di ieranto costiera amalfitana
Foto: salvatore_dplm / instagram

Lungo il sentiero, ad un certo punto vi troverete di fronte ad un bivio: scendendo arriverete alla meravigliosa spiaggia della Baia di Ieranto, salendo invece arriverete alla torre di Montalto, che è stata eretta nel ‘500 come avamposto difensivo contro gli attacchi dei pirati saraceni.

Questa, come molte altre torri di segnalazione poste lungo tutta la costa, aveva un importante ruolo strategico perché, grazie alla sua posizione privilegiata, poteva godere di un’ottima visuale su tutta la baia ed avvertire tempestivamente la popolazione dell’arrivo dei pirati.

Un altro compito importante che svolgevano queste torri era di essere punto di riferimento per la navigazione delle imbarcazioni che dovevano rifornire le cittadine lungo la costa: l’arrivo in porto era ovviamente fondamentale per assicurare i rifornimenti ed evitare potenziali carestie, con conseguenti insurrezioni popolari.

Le torri venivano costruite in autonomia da ogni Comune, e spesso per innalzarle si utilizzavano materiali provenienti dalle ville marittime di età augustea presenti in zona, e questo ha causato, purtroppo, la perdita di diversi reperti archeologici.

Nella baia di Ieranto la natura la fa da padrona

panorama baia di ieranto
Foto: tinapiro_ / instagram

Donata al FAI nel 1987 per garantire la sua salvaguardia territoriale ed impedire speculazioni edilizie ed industriali, la Baia di Ieranto è inserita nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, che è stata istituita nel 1997.

Essa ha una superficie di oltre 1500 ettari tra le provincie di Napoli e Salerno, e comprende anche circa 40 Km di costa.

Nel corso degli anni è stata oggetto di numerosi interventi volti a recuperare la sua flora originale, ovvero la macchia mediterranea, che è costituita principalmente da arbusti sempreverdi come il mirto, la ginestra, l’euforbia.

Nelle zone più elevate, sono presenti anche alcune specie arboree come il pino marittimo, il carrubo o il pino d’aleppo, nonché il ciclamino, l’asparago selvatico o il caprifoglio.

Poiché il sentiero per arrivare alla baia di Ieranto è per la maggior parte assolato, la macchia mediterranea sopra descritta cambia di caratteristiche diventando gariga, ovvero composta da piante arbustive basse quali il ginepro, a fillirea e l’elicriso italico.

Cosa fare nella baia di Ieranto

Snorkeling

La Baia di Ieranto è il luogo ideale per fare snorkeling in un mare cristallino e ricco di flora e fauna.

Nella zona è infatti presente il fenomeno dello upwelling che contribuisce allo sviluppo di piante ed animali sempre nuovi e particolari.

Che cos’è questo fenomeno?

Trattandosi di una zona di confluenza tra le acque del Golfo di Napoli e quelle del Golfo di Salerno, l’acqua del mare che bagna la baia gode di un grande ricambio costiero.

In particolare, qui vi è una risalita di acqua fredda proveniente dagli strati più profondi, e questo incrementa la vita negli strati superiori e superficiali, perché vi è un grande apporto di nutrienti quali nitrati, fosfati e silicati.

Monitorando annualmente la biodiversità marina della Baia di Ieranto, il FAI ha censito, ad oggi, più di 260 specie. Tra i 5 ed i 30 mt di profondità si possono trovare grandi praterie di posidonia oceanica, una pianta tipica del Mediterraneo caratterizzata da un fusto che può svilupparsi sia verticalmente che orizzontalmente.

Tra le sue foglie si possono scorgere diversi pesci, ma anche cavallucci marini e gamberetti.

Birdwatching

Abbiamo accennato in precedenza alla vegetazione tipica della baia, che è molto interessante per chi è appassionato di botanica.

Vi sono inoltre diverse specie di uccelli che si possono osservare nel loro ambiente naturale.

Oltre ad essere posta sulla rotta migratoria di numerose specie, infatti, l’entroterra della Baia è il luogo adatto per il birdwatching perché vi sono diverse specie stanziali come il gabbiano reale, il passero solitario, ma anche il gheppio e il falco pellegrino, come pure il corvo imperiale e le quaglie.

Non mancano cardellini, merli, cinciallegre e fringuelli che con le loro melodie allietano il visitatore.

Kayak

La Baia di Ieranto è raggiungibile via mare solamente con mezzi autorizzati ad ormeggiare in loco.

Però, se sei un appassionato di kayak potete noleggiare un’imbarcazione alla spiaggia di Recommone e arrivare pagaiando alla splendida spiaggia della Baia.

Lungo il tragitto troverete diverse grotte che, raggiungibili solo via mare, sono molto interessanti da esplorare.

Conclusione

Nel corso del viaggio verso Occidente, le Sirene si fermarono a lungo sul promontorio Ateneo, che ora è chiamato punta della Campanella (…) Una terra benedetta, traboccante di latte e di miele e di questo soprattutto (N. Duglas, La terra delle sirene).

Storia, natura e mare incontaminato: la Baia di Ieranto vi aspetta.



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