Bomerano ha un difetto delizioso: è una frazione di Agerola grande poco più di un fazzoletto, eppure ogni mattina la sua piazza si riempie di sconosciuti arrivati da mezzo mondo con gli scarponi allacciati e l’aria di chi sta per fare qualcosa di importante.
Capire cosa vedere a Bomerano significa accettare questa doppia natura: da un lato un paese di montagna a seicento metri, con i forni che sfornano dall’alba e l’odore di provolone che ti insegue tra i vicoli; dall’altro il cancello ufficiale del Sentiero degli Dei, il balcone su cui la Costiera Amalfitana smette di essere una cartolina e diventa una cosa che ti cammini sotto i piedi. Ci si viene per partire, insomma, ma sarebbe un peccato partire senza guardarsi intorno.
Perché intorno c’è più di quanto la fretta lasci vedere. Ti porto in piazza Paolo Capasso, cuore pulsante del borgo, dentro la chiesa monumentale di San Matteo Apostolo, tra le vetrine del Museo Civico Etnoantropologico, giù per via Pennino fino alla Grotta del Biscotto e davanti alla facciata settecentesca di Palazzo Acampora, senza dimenticare il pezzo che ha reso celebre questo nome, il Sentiero degli Dei. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a Bomerano
Prima di infilare gli scarponi, conviene sapere che qui il grosso si concentra nel raggio di poche centinaia di metri. Si comincia dal Sentiero degli Dei, si sosta in piazza Paolo Capasso, si entra nella chiesa di San Matteo Apostolo, si visita il Museo Civico Etnoantropologico, si scende alla Grotta del Biscotto e si chiude con Palazzo Acampora. Le ho messe in ordine di importanza, dalla tappa che da sola giustifica il viaggio a quella che premia chi ha voglia di curiosare oltre il previsto.
Il Sentiero degli Dei
Il Sentiero degli Dei non è solo un punto di interesse, è il motivo per cui esiste tutto il resto. Il tracciato ufficiale, catalogato dal CAI come sentiero 327, parte proprio da piazza Paolo Capasso: imbocchi via Pennino in discesa, superi un ponticello di legno e nel giro di pochi minuti ti ritrovi a mezz’aria, con la roccia calcarea sopra la testa e il Golfo di Salerno spalancato sotto.
Sono circa otto chilometri fino a Nocelle, quasi tutti in dolce discesa, scanditi da speroni come il Pinnacolo — dove una lapide ricorda Ettore Paduano, l’escursionista che a questo cammino dedicò la vita — e da panorami che mettono in fila Positano, gli isolotti de Li Galli, la Penisola Sorrentina e Capri sospesa in fondo. Da Nocelle scendi con una scalinata fino a Positano, ed è lì che il paesaggio cambia registro: se arrivi giù sul mare, ti conviene sapere in anticipo cosa vedere a Positano. Un consiglio da chi la salita l’ha già sudata: parti presto, perché su questa costa senz’ombra il sole di mezzogiorno è un avversario serio.
Piazza Paolo Capasso
È il salotto di Bomerano e il chilometro zero di tutto: la piazza è dedicata al capitano Paolo Capasso, medaglia d’oro alla memoria della Grande Guerra, e oggi funziona da punto di ritrovo per escursionisti, con tanto di infopoint dove chiarirti le idee sul sentiero. In mezzo troverai la scultura della vacca agerolese, omaggio schietto ai formaggi che hanno fatto la fortuna di questo altopiano — il fiordilatte di Agerola e il Provolone del Monaco DOP dei Monti Lattari. Siediti dieci minuti prima di partire: tra il profumo dei forni, i banchi di prodotti locali e i gruppi che si radunano attorno alla guida, capisci al volo che ritmo ha davvero il paese. D’estate, nel terzo fine settimana di luglio, la stessa piazza si trasforma nel palcoscenico dell’Agerola World Music Festival.
La Chiesa di San Matteo Apostolo
A pochi passi dalla piazza si apre la chiesa più solenne del borgo, un edificio a croce latina che porta la data del 1580 e che ripaga chi si prende la briga di entrare. Alza gli occhi al soffitto ligneo del Settecento e troverai la grande tela del Martirio di San Matteo firmata da Paolo de Majo; accanto all’altare ti aspetta invece la Madonna tra i santi Matteo e Andrea, uscita dal pennello dei fratelli Giovan Angelo e Giovan Antonio D’Amato. Ma il cuore antico della chiesa sono due oggetti più discreti: il crocifisso ligneo del Quattrocento scolpito da Pietro e Giovanni Alamanno e il fonte battesimale in marmo del Cinquecento. Per una parrocchia di frazione montana, è un concentrato d’arte che spiazza.
Il Museo Civico Etnoantropologico
Sempre a Bomerano, questo museo civico raccoglie la memoria feriale di Agerola: attrezzi da lavoro, oggetti di casa, tracce di un’economia contadina e casearia che qui non è mai passata di moda. La chicca, però, arriva dal sottosuolo. Durante gli scavi per il campo sportivo di Bomerano riaffiorò una necropoli dell’Età del Ferro, e i reperti recuperati sono oggi il nerbo dell’allestimento: la prova che questa conca era abitata secoli prima che la scoprissero i camminatori. Nella stessa raccolta spicca una Croce Processionale in argento del Quattrocento, opera raffinata di un argentiere campano rimasto senza nome. Bastano trenta minuti, ma sono quelli che danno profondità a tutto il resto della visita.
La Grotta del Biscotto
Poco sotto il paese, lungo la mulattiera che scende verso il Sentiero degli Dei, si apre una cavità che i bomeranesi hanno battezzato Grotta del Biscotto per via della roccia stratificata, che sembra davvero un pane biscottato lasciato a indurire. Non è solo curiosità geologica: incassate nella parete ci sono antiche case rupestri, ricavate nella pietra, che secondo la tradizione servirono da rifugio e forse, nel Medioevo, da celle per eremiti. È il tipo di posto davanti al quale la fila di escursionisti diretti a Positano tira dritta senza accorgersene, e che invece merita la sosta di cinque minuti che quasi nessuno le concede.
Palazzo Acampora
Nel dedalo di vicoli e cortili che si dirama dalla piazza sopravvive Palazzo Acampora, uno dei rari esempi di architettura patrizia settecentesca sull’alta Costiera Amalfitana. Non aspettarti un museo con biglietteria e audioguide: è un edificio privato che si racconta soprattutto dall’esterno, tra portali in pietra, muri a secco e i segni di un’agiatezza che qui, tra i pastori e i casari, doveva sembrare quasi esotica. È la tappa per chi ama leggere un borgo nei suoi dettagli minori, mentre gli altri fotografano già il mare.
Dove dormire a Bomerano
Dormire a Bomerano ha un vantaggio pratico difficile da battere: ti alzi, esci e sei già sulla linea di partenza del Sentiero degli Dei, senza navette né sveglie all’alba per raggiungere l’attacco. L’offerta è fatta soprattutto di B&B a conduzione familiare, piccoli boutique hotel e agriturismi disseminati attorno a piazza Paolo Capasso e lungo le stradine che salgono verso il centro di Agerola. Chi cerca la comodità del trekking punta sul cuore della frazione; chi preferisce il silenzio si sposta verso i bordi del borgo, dove le case si diradano e restano solo gli orti. In estate le camere si esauriscono presto, complice la fama del sentiero, quindi muoviti con anticipo.
Come arrivare a Bomerano
Bomerano si raggiunge risalendo la Statale 366, la strada che da Gragnano arrampica fino ad Agerola e prosegue fino alla frazione. Se arrivi dall’area napoletana, imbocca l’autostrada A3 fino a Castellammare di Stabia e da lì punta su Gragnano e la 366; con i mezzi pubblici, la Circumvesuviana ti lascia a Castellammare, dove salgono gli autobus di linea diretti ad Agerola e Bomerano. Dal versante della Costiera i pullman SITA collegano Amalfi direttamente a piazza Paolo Capasso, lungo una strada tanto panoramica quanto stretta. C’è anche la formula pigra e furba: dai borghi costieri puoi combinare il traghetto con la navetta che porta all’attacco del sentiero, saltando del tutto la coda dei tornanti in auto.
Quando andare a Bomerano
I mesi giusti per Bomerano sono quelli di mezzo: da aprile a giugno e da settembre a ottobre il clima è perfetto per camminare, il Sentiero degli Dei non è ancora affollato come in piena estate e la luce sul mare è tersa. Luglio e agosto portano quassù molta più gente e un caldo che sul percorso, esposto e senza ripari, si fa sentire: se capiti in questo periodo, cammina la mattina presto o verso sera. L’inverno, invece, restituisce il paese ai suoi abitanti: piazza Paolo Capasso torna tranquilla, i sentieri si fanno umidi e scivolosi, ma il fiordilatte è lo stesso di sempre e l’atmosfera vale la salita anche col cielo grigio.
Dove si trova Bomerano
Bomerano è una delle sei frazioni del comune sparso di Agerola, in Campania, nella città metropolitana di Napoli. Si trova a circa seicento metri di quota, in una conca dei Monti Lattari affacciata sulla Costiera Amalfitana, sul versante che guarda verso Positano e la Penisola Sorrentina. È la frazione da cui si stacca il Sentiero degli Dei, il che la rende la porta d’accesso naturale alla parte alta della Costiera: alle spalle ha Pianillo, sede comunale di Agerola, e sotto, oltre il ciglio della roccia, il mare del Golfo di Salerno. Il fulcro di tutto resta piazza Paolo Capasso, da cui si misurano le distanze verso ogni altro punto del borgo.