5 motivi per cui Positano resta una delle destinazioni più ambite del Mediterraneo

Chi programma le vacanze nel Mediterraneo, spesso si ritrova a scegliere Positano, quasi come fosse una tappa obbligata. Dati ufficiali della Regione Campania raccontano che nel 2023 i pernottamenti hanno superato quota 800.000, superando i livelli precedenti alla pandemia.

Tuttavia, malgrado la competizione con le isole o le mete balneari più di tendenza, il fascino di questo paesino non sembra mollare facilmente la presa. Su Instagram, poi, le immagini si sprecano: oltre 2,7 milioni di hashtag in meno di un anno.

Paesaggi vertiginosi e presepi sospesi tra cielo e mare

A Positano, la prima cosa che colpisce (e quasi stordisce) è proprio l’impatto visivo. Si vedono case variopinte che si aggrappano alla montagna, tanto che il borgo diventa una macchia vivace, tra gialli, rosa, ocra, che scivolano giù verso il mare. Ogni angolo sembra perfetto per una foto da cartolina, quasi come se la natura stessa avesse messo insieme un poker di colori irresistibili. Si vedono limoneti che profumano, le bougainvillea ovunque, balconi pieni di fiori.

Pare non sorprenda troppo il fatto che certe riviste come “National Geographic” o “Condé Nast Traveler” inseriscano spesso la costiera tra le tappe da sogno. Passeggiando dalla Chiesa di Santa Maria Assunta al porto, per scalinate strette, con quella vista quasi sfacciata sul Tirreno, si intuisce perché tanti artisti abbiano trovato ispirazione qui, volenti o nolenti. Secondo TripAdvisor, il 91% dei visitatori ha classificato il paesaggio di Positano come “eccellente” o almeno “molto buono”.

Posizione strategica nel cuore del Mediterraneo più ricco

Dire che Positano sia in posizione strategica è quasi riduttivo: ci si muove con facilità sorprendente. Pompei, Ercolano? Un’ora scarsa d’auto. Capri si raggiunge in mezz’oretta abbondante di aliscafo; Amalfi a dieci chilometri, Sorrento e Ravello ancora meno lontane. Un sito turistico fra i tanti sottolinea spesso che Positano si presta come punto di partenza ideale che Positano si presta come punto di partenza ideale, sia per chi sogna scavi archeologici sia per chi ha voglia di passeggiate in natura.

Chi cerca lusso trova boutique e locali a due passi dal mare, chi viaggia in compagnia (famiglie, giovani, anche camminatori solitari) trova alternative più rilassate. Alcuni dati parlano chiaro: circa l’80% degli stranieri che tornano in Campania afferma che la facilità di spostarsi sia uno dei motivi per cui raccomanderebbe la zona.

Una storia millenaria fatta di artisti e leggende

Difficile dire dove inizi e dove finisca la storia. Resti di ville romane sbucano ancora a bordo mare, mentre le leggende raccontano che proprio qui Ulisse avrebbe incontrato le sirene.Ulisse avrebbe incontrato proprio qui, secondo Omero. Nei decenni scorsi, poeti, ballerini e celebrità degli anni Sessanta hanno scelto Positano come rifugio creativo. Basta entrare nella Chiesa di Santa Maria Assunta, con quella cupola di maioliche e un’icona della Madonna Nera portata qui, grazie a un evento quasi miracoloso.

Si potrebbero citare artisti come Massine o Nureyev, che scelsero la vicina isola dei Galli per lavorare in pace, e ancora oggi non capita di rado di imbattersi in nomi noti. Le tradizioni religiose e le feste estive sono ancora vissute, coinvolgendo sia chi ci abita sia chi arriva da altrove. Anche musei e percorsi archeologici, più o meno noti, propongono spunti che, regalano profondità all’esperienza. Così Positano smette di essere “solo” spiaggia.

Clima privilegiato e ospitalità senza stagioni

Altrove si fantastica sul “clima perfetto”. Secondo il Consorzio Turistico locale, le temperature invernali non vanno quasi mai sotto i 14°C; d’estate, invece, non si soffoca mai, grazie alle brezze costanti. Il Corriere della Sera nell’agosto 2024 ha parlato di Positano come di una “città di primavera” anche a gennaio.

La moda del “Positano style”, fatta di vestiti leggeri e colori accesi, nasce proprio da questo clima raro e piano piano ha contagiato anche stilisti internazionali, portando il paese sulle passerelle. Forse l’aspetto che conquista davvero è l’accoglienza dei residenti. Da Booking a PiratinViaggio, i punteggi sull’ospitalità sfiorano spesso il massimo, 9,4 su 10. Qui la gente tende a considerare chi arriva come ospite.

Sapori unici e tradizioni di tavola

La cucina qui non è solo gastronomia: è memoria, territorio e identità. C’è chi ritorna solo per assaggiare di nuovo i ravioli al limone sfusato, la mozzarella su foglia di limone, persino quel babarese che, non si dimentica facilmente. Il Gambero Rosso 2024 premia otto ristoranti locali con almeno una forchetta, e curiosi oppure veri appassionati sembrano non stancarsi mai del limoncello positanese.

Si mangia spesso in posti piccoli, dove cucina e vista si fondono, con terrazze affacciate sul blu e un senso di intimità. L’ospitalità a tavola, poi, non è mai pesante: il clima è sempre quello di un invito a condividere, che sia un bicchiere di vino o una storia di fine giornata.