Cosa vedere ad Agerola

Ci arrivi dopo una salita che sembra non finire mai, tornante dopo tornante sulla Statale 366, e a un certo punto il mare sparisce alle tue spalle e ti ritrovi dentro una conca verde a seicento metri d’altezza, con l’aria che sa di castagne e di latte appena cagliato.

Agerola è proprio questo: l’unico comune della Costiera Amalfitana che appartiene alla provincia di Napoli anziché a quella di Salerno, un altopiano dei Monti Lattari che se ne sta comodamente affacciato sul precipizio mentre tutti gli altri paesi litigano per un metro di scoglio più in basso.

Qui non troverai il caos di Positano né le comitive di Amalfi; troverai sei frazioni sparpagliate — Bomerano, Pianillo, San Lazzaro, Santa Maria, Campora e Ponte — legate da mulattiere, orti terrazzati e la sensazione precisa di essere finito nel posto giusto per sbaglio.

E allora vale la pena capire cosa merita davvero la salita. Ti porto sul Sentiero degli Dei, che parte da Bomerano e ha reso famoso questo paese in mezzo mondo, poi al belvedere di Punta Corona a San Lazzaro, dentro la chiesa monumentale di San Matteo Apostolo, su ai ruderi del Castello Lauritano, tra le vetrine del Museo Civico Etnoantropologico, e infine nelle due chiese antiche di Pianillo e Santa Maria, San Pietro Apostolo e Santa Maria La Manna. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.

Cosa vedere ad Agerola

Mettiamo in fila le tappe, perché Agerola è piccola ma non si esaurisce in una passeggiata. Si parte dal Sentiero degli Dei e dai suoi panorami, si passa per il belvedere di Punta Corona, si entra nella chiesa di San Matteo Apostolo, si sale al Castello Lauritano, si visita il Museo Civico Etnoantropologico e si chiude con le chiese di San Pietro Apostolo e di Santa Maria La Manna. Le ho ordinate dalla più imperdibile alla più defilata: se hai una sola giornata, sai da dove cominciare.

Il Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei la ragione per cui la maggior parte della gente sale fin quassù, e per una volta la fama è meritata. Il sentiero — codificato dal CAI come 327 — parte da Bomerano, dalla piazza dove ti accoglie perfino una scultura di vacca agerolese in omaggio ai formaggi locali, e corre a mezza costa fino a Nocelle, la frazione appollaiata sopra Positano. Sono poco meno di otto chilometri quasi tutti in discesa, un balcone naturale da cui vedi Capri galleggiare all’orizzonte, gli isolotti de Li Galli, la punta di Praiano e l’intero Golfo di Salerno che ti si apre sotto i piedi come una cartina viva. Da Nocelle una lunga scalinata ti deposita giù a Positano, ed è lì che cambia tutto lo scenario: se scendi fin sul mare, trovi un intero mondo su cui vale la pena leggere cosa vedere a Positano. Fallo la mattina presto o nel tardo pomeriggio: il sole a picco di mezzogiorno, su questa roccia calcarea senza un filo d’ombra, non fa sconti a nessuno.

Il belvedere di Punta Corona

Se il Sentiero degli Dei è il panorama in movimento, Punta Corona è il panorama da fermo, quello che ti concedi con le gambe stanche. Il piccolo parco belvedere, nella frazione di San Lazzaro, è uno sperone attrezzato che sporge nel vuoto proprio nel punto in cui l’altopiano precipita verso la costa. Da qui l’occhio abbraccia Positano incastonata tra le sue montagne, il profilo di Capri più a ovest e la teoria di terrazzamenti a picco sull’acqua. È il posto dove gli agerolesi portano gli ospiti al tramonto e dove capisci, in tre secondi, perché a questo paese hanno appiccicato il soprannome di “terrazza sul mare”.

La Chiesa di San Matteo Apostolo

Nella piazza di Bomerano si alza la chiesa più importante di Agerola, un impianto a croce latina che risale al 1580 e che dentro nasconde più di quanto la facciata lasci intuire. Il soffitto ligneo settecentesco ospita una grande tela con il Martirio di San Matteo dipinta da Paolo de Majo, mentre a sinistra dell’altare trovi la Madonna tra i santi Matteo e Andrea attribuita ai fratelli Giovan Angelo e Giovan Antonio D’Amato. Il pezzo che mi ha colpito di più è il crocifisso ligneo del Quattrocento, opera di Pietro e Giovanni Alamanno, affiancato da un fonte battesimale in marmo cinquecentesco. Per essere la chiesa di un borgo di montagna, mette in fila una quantità di roba notevole.

Il Castello Lauritano

A circa settecento metri di quota, sulla sommità di una collina a nord del paese nella frazione di San Lazzaro, resistono i ruderi del Castello Lauritano, la fortezza medievale che sorvegliava questo lembo di confine tra la Repubblica di Amalfi e l’entroterra. Del maniero originale è rimasto poco più della struttura di guardia, ma la salita si ripaga da sola: da lassù lo sguardo arriva fino a Punta Licosa, in fondo al Cilento, nelle giornate limpide. È una tappa per chi ha voglia di allungare il passo e mettere un po’ di storia sotto il panorama, più che una visita monumentale in senso stretto.

Il Museo Civico Etnoantropologico

A Bomerano, questo piccolo museo civico raccoglie la memoria minore di Agerola, quella fatta di attrezzi contadini, tradizioni casearie e vita quotidiana. La sorpresa, però, è archeologica: qui sono esposti i reperti della necropoli dell’Età del Ferro, riaffiorata durante gli scavi per il campo sportivo di Bomerano, prova che questa conca era abitata molto prima che diventasse la palestra a cielo aperto degli escursionisti. Il pezzo forte dell’allestimento è una Croce Processionale in argento del Quattrocento, uscita dalle mani di un argentiere campano di cui si è persa l’identità. Ci vuole mezz’ora scarsa, ma è la mezz’ora che dà spessore a tutto il resto.

La Chiesa di San Pietro Apostolo

A Pianillo, la frazione che ospita il municipio, la parrocchiale di San Pietro Apostolo è il cuore devozionale del paese. L’edificio attuale porta la data del 1546 ma sorge su un impianto ben più antico, e all’interno custodisce la statua di Sant’Antonio Abate, il santo patrono di Agerola, insieme a opere d’arte tra Settecento e Ottocento. È la chiesa dove si celebrano le feste che contano davvero per gli agerolesi, quella in cui, se capiti nel giorno giusto, ti ritrovi in mezzo a una processione che sa ancora di comunità vera.

La Chiesa di Santa Maria La Manna

Nell’omonima frazione di Santa Maria, defilata rispetto ai flussi del Sentiero degli Dei, sopravvive una piccola chiesa duecentesca che ha un primato tutto suo: è l’unica di Agerola ad aver conservato il portico d’ingresso delle antiche chiese del territorio. Non aspettarti tesori d’arte da capogiro; aspettati piuttosto il silenzio, un pezzo di architettura rurale intatta e la soddisfazione di aver visto qualcosa che quasi nessun turista si prende la briga di cercare. È la tappa da riservare a chi vuole grattare sotto la superficie del paese.

Dove dormire ad Agerola

Agerola è la base intelligente per chi vuole vivere la Costiera senza pagare (in soldi e in nervi) i prezzi di Positano o Amalfi. Dormire ad Agerola significa scegliere tra boutique hotel ricavati in vecchie masserie, B&B a conduzione familiare e agriturismi affacciati sui terrazzamenti, quasi tutti concentrati tra Bomerano e Pianillo. Bomerano è la scelta più comoda se il tuo obiettivo è attaccarti al Sentiero degli Dei appena sveglio, mentre San Lazzaro premia chi cerca la vista e il silenzio serale. In alta stagione conviene prenotare con anticipo: i posti letto non sono infiniti e il passaparola tra escursionisti ha scoperto questo paese da un pezzo.

Come arrivare ad Agerola

Ad Agerola si sale sempre e comunque per la Statale 366 “Agerolina”, la strada che collega Gragnano al paese risalendo la valle a colpi di tornante. Se arrivi dall’area napoletana, prendi l’autostrada A3 fino a Castellammare di Stabia e da lì punta su Gragnano e la 366; in treno, la Circumvesuviana ti porta a Castellammare, dove trovi gli autobus di linea che completano la salita. Dal versante della Costiera, invece, i pullman SITA collegano Amalfi ad Agerola e a Bomerano lungo una strada scenografica ma stretta, dove d’estate l’incrocio tra due bus è uno spettacolo a sé. In auto hai più libertà per muoverti tra le frazioni, ma tieni conto che i parcheggi a Bomerano, nei fine settimana di bella stagione, si riempiono in fretta.

Quando andare ad Agerola

Il periodo migliore per Agerola va dalla primavera all’autunno, con una netta preferenza per i mesi da aprile a giugno e da settembre a ottobre: le temperature sono ideali per camminare, il Sentiero degli Dei non è ancora (o non è più) preso d’assalto e la luce sulla costa è quella buona. In piena estate il paese resta più fresco della riviera grazie ai seicento metri di quota, ma le domeniche di luglio e agosto portano quassù parecchia gente; se puoi, muoviti nei giorni feriali. L’inverno è la stagione dei silenzi, del camino e dei formaggi: pochi turisti, qualche sentiero fangoso e un’atmosfera che ti fa dimenticare di essere a un passo dalla Costiera più mondana d’Italia.

Dove si trova Agerola

Agerola si trova in Campania, nella città metropolitana di Napoli, incastonata in una conca dei Monti Lattari a circa seicento metri sul livello del mare, sopra la Costiera Amalfitana. È l’unico comune costiero a fare parte della provincia napoletana, in posizione di confine tra il versante sorrentino e quello amalfitano: da qui si scende verso Amalfi lungo una manciata di chilometri di curve, mentre alle spalle si aprono Gragnano e la piana campana. Il territorio è sparso in sei frazioni sui fianchi dell’altopiano, con Pianillo come centro amministrativo e Bomerano come porta d’accesso ai sentieri.