Cosa vedere a Nocelle, il borgo sospeso sul Sentiero degli Dei

Ci si arriva col fiato corto, e non solo per i tornanti. Nocelle è un piccolo comune aggrappato alle pendici dei Monti Lattari a quattrocentotrentasei metri sul mare, sopra Positano, dove la montagna smette di essere ripida e diventa quasi verticale: case impilate una sull’altra come piatti in una credenza, terrazze strappate alla roccia a colpi di muretto a secco, e sotto — molto sotto — il paese che degrada a cascata fino all’acqua. Per capire cosa vedere a Nocelle basta fermarsi sul primo spiazzo utile e voltarsi: davanti hai le isole Li Galli distese sul blu, Capri e i suoi Faraglioni all’orizzonte, e la sensazione precisa di essere finito sul terrazzino più alto e più economico dell’intera Costiera Amalfitana. Fino agli anni Novanta quassù si saliva solo a piedi, attraverso le scalinatelle da muli; poi è arrivata la stradina da Montepertuso, ma il borgo ha conservato quel suo passo lento da posto dove non è mai successo niente di urgente.

È il capolinea del Sentiero degli Dei, il trekking più famoso della Campania, e già questo basterebbe a giustificare il viaggio; ma Nocelle è anche il belvedere sospeso su Positano, Li Galli e Capri, la scalinata dei millesettecento gradini che scende verso Arienzo, il borgo di terrazze e vicoli, la chiesa di Santa Croce, e la vicina Montepertuso con la sua montagna bucata. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.

Cosa vedere a Nocelle

Il grosso di quello che c’è da vedere a Nocelle si gira in mezza giornata e quasi tutto a piedi: il Sentiero degli Dei che qui trova il suo arrivo, il belvedere a picco su Positano con le Li Galli e Capri sullo sfondo, la lunga scalinata verso Arienzo e la sua spiaggia, il borgo stesso con le sue terrazze, la chiesa di Santa Croce nella piazzetta, e la passeggiata fino a Montepertuso e al buco nella roccia che le dà il nome. Li ho messi in fila dal più al meno imperdibile.

Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei è il motivo per cui la maggior parte della gente conosce il nome di Nocelle, che ne è il capolinea orientale. Questo cammino (traccia CAI 327) si estende per circa sette chilometri lungo il crinale dei Monti Lattari da Bomerano, frazione di Agerola, fino a qui, in gran parte in leggera discesa e con la Costiera sempre davanti agli occhi. Il nome viene dalla leggenda per cui furono gli dèi a percorrerlo, scendendo lungo questa costa per strappare Ulisse alle sirene di Li Galli, e camminandoci sopra la retorica ti sembra quasi ragionevole: sotto sfilano Praiano, Positano e il mare, davanti Capri. A metà percorso incontri il Colle Serra con la stele dedicata a Ettore Paduano, l’escursionista a cui si deve la riscoperta del tracciato, e più avanti una falesia dove non è raro vedere arrampicatori appesi al vuoto. Percorrilo nel verso Agerola-Nocelle: scendi invece di salire e hai il panorama tutto di fronte anziché alle spalle.

Il belvedere su Positano, Li Galli e Capri

Dalle terrazze di Nocelle lo sguardo cade a piombo: quattrocento metri più in basso c’è Positano con le sue case color pastello, e al largo l’arcipelago delle Li Galli — Gallo Lungo, la Rotonda, la Castelluccia — che gli antichi chiamavano le Sirenuse e che nel Novecento appartenne prima al ballerino Léonide Massine e poi a Rudolf Nureyev, il quale ci si ritirò e vi morì.

Chi arriva quassù cercando cosa vedere a Positano scopre in fretta che la vista migliore sul paese non è nel paese, ma trecentocinquanta metri più in alto, dove non paghi il caffè a peso d’oro e non devi contendere il parapetto a nessuno. Nelle giornate limpide, oltre Capri e i suoi Faraglioni, si intravede perfino la sagoma lontana del golfo. Portati la macchina fotografica e un po’ di pazienza per la luce del pomeriggio, quando il sole taglia di lato e Positano si accende.

La scalinata verso Arienzo

Prima che esistesse la strada, Nocelle comunicava col mondo di sotto per una scala di pietra: circa millesettecento gradini che precipitano fino ad Arienzo, ottantatré metri sul livello del mare, sulla statale 163 Amalfitana. Se hai gambe e ginocchia in ordine è una discesa spettacolare e un modo onesto di guadagnarti il bagno, perché altri trecento scalini ti portano giù fino alla Spiaggia di Arienzo, la celebre “spiaggia dei trecento gradini”, una conca esposta a sud che prende sole fino a tardi. Metti in conto che la salita di ritorno è un’altra faccenda, e che d’estate conviene programmarla per le ore fresche. È il pezzo di Nocelle che ti ricorda quanto, da queste parti, il mare sia sempre stato una cosa da conquistare a piedi.

Il borgo di Nocelle

Vale la pena dedicare mezz’ora al borgo in sé, che è piccolo ma tutt’altro che banale: un grappolo di case sui terrazzamenti, vigne, limoni e ulivi tenuti in equilibrio dai muretti a secco, e vicoli che sono in realtà scalinate, perché qui il piano orizzontale è merce rara. Fino a pochi decenni fa ci si arrivava soltanto salendo a piedi, e questa condizione di isolamento ha lasciato un’aria sospesa che le folle di Positano non hanno ancora del tutto scalfito. Nelle poche trattorie e nei punti di ristoro del paese gli escursionisti reduci dal sentiero si rifocillano con un piatto di pasta e un bicchiere di bianco affacciati sul vuoto. È il posto giusto per non fare assolutamente niente, che quassù somiglia a un programma completo.

Chiesa di Santa Croce

Nella piazzetta principale sorge la chiesa di Santa Croce, edificata nel 1834 da Giuseppe Casola insieme agli abitanti del borgo, in sostituzione di una cappella più antica poi diventata cappella del cimitero. È un edificio neoclassico a navata unica, con volta a botte ribassata e abside, decorato all’interno da stucchi, lesene e cornici; la sacrestia, ricavata in due ambienti, custodisce un piccolo museo d’arte religiosa ed etnografica, il cui pezzo più prezioso è un’urna cineraria. La facciata che vedi oggi fu rinnovata nel 1925, come ricorda una targa. Patrona di Nocelle è la Madonna del Carmelo, festeggiata il 16 luglio, quando il borgo intero si stringe attorno alla sua chiesetta.

Montepertuso e la montagna forata

A un paio di chilometri di cammino, lungo un sentiero panoramico fatto di saliscendi, si raggiunge Montepertuso, la frazione più popolosa di Positano, che deve il nome a un enorme foro naturale nel Monte Gambera, ben visibile da ogni angolo del paese. La leggenda vuole che il Diavolo, per dimostrare la propria forza alla Madonna, tentasse invano di bucare la roccia con le mani, finché la Vergine non la sfiorò con un dito e la montagna si sgretolò di colpo, facendolo precipitare di sotto. In cima al colle, davanti al buco, si erge la chiesa di Santa Maria delle Grazie, e ogni 2 luglio il paese rievoca quella lotta con luci e festeggiamenti. Ci si va per il panorama e per la curiosità geologica, ma anche solo perché la camminata da Nocelle è una delle più belle che tu possa fare senza allontanarti dal borgo.

Dove dormire a Nocelle

Dormire a Nocelle significa scegliere la quiete al posto della vetrina: qui non trovi grandi alberghi ma bed & breakfast a conduzione familiare, case vacanza e qualche piccola struttura ricavata tra i terrazzamenti, spesso con vista che vale da sola il soggiorno. È la base perfetta se vuoi attaccare il Sentiero degli Dei di prima mattina, o arrivarci alla fine della tappa e crollare senza dover ridiscendere a Positano. I prezzi sono in genere più umani di quelli del centro di Positano, a patto di accettare due condizioni: che i bagagli vadano portati su per qualche gradino o con i piccoli bus di linea, e che la vita serale si esaurisca in una cena in trattoria sotto le stelle. Per chi cerca silenzio, aria buona e risvegli affacciati sul mare, è esattamente questo il punto.

Come arrivare a Nocelle

Il modo più semplice è il bus locale della Mobility che collega il centro di Positano a Nocelle: mezzi piccoli, biglietti intorno a 1,30 euro se acquistati nelle rivendite o 1,80 a bordo, con un supplemento per i bagagli ingombranti. Se arrivi dalla costa con la SITA Sud sulla statale 163 Amalfitana (linea Sorrento-Positano-Amalfi), scendi a Positano o al bivio sulla statale e prosegui in salita con la Mobility, perché i pullman grandi non salgono fin quassù. In auto si sale da Positano per una strada stretta e piena di tornanti che passa da Montepertuso: se hai una macchina grande, il consiglio schietto è lasciarla giù e prendere il bus. E poi ci sono i due modi più belli e faticosi: a piedi dal Sentiero degli Dei partendo da Bomerano, oppure risalendo i millesettecento gradini da Arienzo. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a circa un’ora da Positano.

Quando andare a Nocelle

I mesi migliori sono la primavera, da aprile a giugno, e l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre: temperature giuste per camminare, macchia mediterranea in fiore che profuma il sentiero e molta meno ressa rispetto al cuore dell’estate. Luglio e agosto sono caldi per affrontare il Sentiero degli Dei e Positano di sotto è affollata, ma è anche la stagione in cui la spiaggia di Arienzo, in fondo alla scalinata, dà il meglio di sé. Se ti interessano le feste patronali, tieni d’occhio il 16 luglio per la Madonna del Carmelo a Nocelle e il 2 luglio per la Madonna delle Grazie a Montepertuso. L’inverno è quietissimo e qualche struttura chiude, ma nelle giornate limpide il sentiero regala i panorami più nitidi dell’anno.

Dove si trova Nocelle

Nocelle è la frazione più alta di Positano, in provincia di Salerno, in Campania, nel cuore della Costiera Amalfitana. Sorge a circa quattrocentotrentasei metri di quota sulle pendici dei Monti Lattari, sopra il centro di Positano e a poca distanza dalla vicina Montepertuso, all’estremità orientale del Sentiero degli Dei. Si raggiunge dalla statale 163 Amalfitana e dista all’incirca un’ora di auto da Napoli.