Bisogna essere onesti su una cosa: Positano è praticamente una truffa romantica. Non nel senso negativo del termine, sia chiaro — nessuno vi sta ingannando, nessuno vi ha nascosto le clausole in piccolo. È una truffa nel senso che il posto è così spudoratamente, così sfacciatamente bello che qualsiasi cosa facciate lì dentro acquista automaticamente una patina da scena cinematografica. Potreste litigare su dove mettere la valigia e sembrare lo stesso i protagonisti di un film di Sorrentino.
Questo è, naturalmente, un vantaggio enorme se ci andate in coppia.
Il tramonto come arma di seduzione di massa
C’è un motivo preciso per cui Positano è piena di coppie che passeggiano tenendosi per mano con un’espressione leggermente stordita. Il motivo si chiama tramonto, e la Costiera Amalfitana lo produce con una regolarità e una qualità che farebbero invidia a uno stabilimento di eccellenza.
Verso le sette di sera — prima in primavera, un po’ dopo d’estate — il sole comincia a scendere sul Tirreno e succede qualcosa di difficilmente spiegabile con il linguaggio ordinario. La luce diventa dorata, poi arancione, poi di un rosso che non ha un nome preciso in italiano ma che i pittori del Seicento conoscevano bene. Le case di Positano cambiano colore in tempo reale, come se qualcuno stesse girando lentamente una manopola dell’umore da “bello” verso “incredibile”.
Camminare per le scalinate del borgo in quel momento, con quella luce addosso, produce effetti collaterali noti: sensazione di trovarsi all’interno di una cartolina, voglia irresistibile di fotografare tutto, e — questo è il punto — conversazioni che di solito non si fanno mai perché la vita normale non crea le condizioni giuste. Positano al tramonto crea le condizioni giuste. È il suo lavoro, e lo fa bene.
La cena come esperienza filosofica
Ho una teoria sulla cena romantica a Positano che mi sono costruito nel tempo e alla quale tengo molto. La teoria è questa: non importa molto cosa ordinate. Importa dove vi sedete.
Un ristorante con terrazza vista mare, a Positano, fa una cosa specifica alla conversazione: la rallenta. Non perché non ci sia niente da dirsi, ma perché ogni tanto uno dei due smette di parlare, guarda il mare e il paese illuminato, e ha bisogno di qualche secondo per tornare al filo del discorso. Questo accade a entrambi, in modo alternato, e produce un ritmo di conversazione che nella vita quotidiana non si raggiunge mai.
Nel frattempo arrivano le cose da mangiare, che sono — va detto — un argomento serio. Il pesce è arrivato quella mattina. La pasta è fatta a mano con la cura che si riserva alle cose importanti. I limoni sono quelli della Costiera, grandi e profumati in modo quasi insolente, e compaiono ovunque: nel primo, nel secondo, nel dolce, nel limoncello con cui chiudete la serata mentre discutete se ordinarne un altro sapendo già entrambi come andrà a finire.
È una cena che dura più del solito. Non perché il servizio sia lento — anche se, in effetti, il concetto di urgenza non è molto diffuso in Costiera — ma perché nessuno ha fretta di andare da nessuna parte.
La barca: ovvero vedere Positano come non l’avete mai vista
C’è una cosa che molte coppie non fanno, e che invece dovrebbero mettere in cima alla lista: noleggiare una barca — o prendere un’escursione — e allontanarsi dalla costa abbastanza da poter vedere Positano tutta intera, dal mare.
La prospettiva è ribaltante. Dal paese, si guarda il mare. Dal mare, si guarda il paese, e si capisce finalmente la geometria del posto: le case impilate sulla roccia come tessere di un mosaico gigantesco, il campanile della chiesa, le spiagge che dal largo sembrano fazzoletti di ciottoli scuri. È bello in modo diverso — più architettonico, quasi — e produce la sensazione curiosa di guardare una cosa che già conoscete come se la steste vedendo per la prima volta.
A cui si aggiunge, naturalmente, la possibilità di fermarsi in qualche caletta raggiungibile solo via mare, buttarsi nell’acqua che da queste parti è di un verde-blu che sembra elaborato graficamente, e nuotare in un posto in cui non c’è nessun altro. In coppia, questo tipo di esperienza ha un coefficiente romantico difficile da sovrastimare.
La spiaggia: istruzioni per l’uso
Le spiagge di Positano — la Grande e Fornillo principalmente — sono meravigliose, ma richiedono una piccola nota di realismo: sono di ciottoli. Non sabbia fine e dorata come nelle brochure dei resort alle Maldive, ma ciottoli levigati, grigi, che hanno il pregio di essere puliti e il difetto di rendere la camminata verso il mare un esercizio che richiede concentrazione e una certa eleganza nel gestire il dolore ai piedi.
Detto questo, una volta in acqua — o sdraiati sulle sdraio con davanti quel panorama — ci si dimentica completamente dei ciottoli. Il mare è limpido, la temperatura è quella giusta, e il paese sopra di voi fa quello che fa sempre: essere assurdamente bello senza alcuno sforzo apparente.
Il consiglio pratico è arrivare presto, prima che il sole abbia convinto tutti gli altri a fare lo stesso. La mattina, la Spiaggia Grande ha ancora una sua tranquillità, i colori dell’acqua sono più intensi, e c’è qualcosa di molto piacevole nell’essere lì quando il paese si sta ancora svegliando.
Il benessere, o l’arte di non fare niente con stile
Molte strutture di Positano — soprattutto quelle con la vista che giustifica il prezzo — offrono massaggi di coppia, spa, trattamenti vari. Non sono un esperto di benessere nel senso tecnico del termine, ma so riconoscere un’esperienza ben riuscita, e un massaggio con vista sul Tirreno rientra in questa categoria in modo abbastanza evidente.
Al di là dei servizi organizzati, però, c’è una forma di benessere che Positano offre gratuitamente e che si tende a sottovalutare: stare fermi. Sedersi da qualche parte con qualcosa da bere, senza nessun programma preciso, senza dover fotografare niente né decidere dove andare dopo. Guardarsi intorno. Parlare, o non parlare. Osservare la vita del paese che scorre con quel suo ritmo inconfondibile.
Nei momenti più tranquilli, chi vuole può concedersi anche qualche minuto di svago digitale — ci sono piattaforme come Hitspin Casino per chi cerca un po’ di intrattenimento leggero sullo smartphone tra un’attività e l’altra. Anche se, lo dico con la massima franchezza, Positano è probabilmente il posto al mondo in cui è più difficile giustificare di guardare uno schermo quando c’è quello spettacolo fuori.
Perché Positano funziona così bene, in due
Alla fine del viaggio — quando state facendo i bagagli e state cercando di ricordare dove avete messo il limoncello acquistato con un entusiasmo che al momento sembrava del tutto proporzionato — vi troverete probabilmente a fare una cosa strana: cercare di capire esattamente cos’è che ha reso questi giorni così diversi.
Non è solo la bellezza del posto, anche se quella c’è ed è incontestabile. È qualcosa di più sottile. È il fatto che Positano vi toglie le scuse per non stare presenti. Non c’è niente da fare in modo urgente, niente che non possa aspettare, nessun posto in cui bisogna assolutamente essere tra venti minuti. C’è solo il posto dove siete, la persona con cui siete, e un panorama che ogni tanto interrompe qualsiasi conversazione perché si ricorda di essere straordinario e vuole che anche voi ve ne accorgiate.
È, a pensarci, una vacanza di coppia quasi perfetta. E il fatto che Positano ottenga questo risultato senza nemmeno sembrare ci stia provando è forse la cosa più impressionante di tutte.






